Nata nel 2009, ideata e creata da due ex impiegati facenti parti della società Yahoo Jan Koum e Brian Acton, questa applicazione diviene immediatamente virale per la sua facilità e freschezza d’uso, tanto che nel 19 febbraio 2014 Mark Zuckerberg dichiara di aver acquisito Whatsapp e di averlo inglobato nel gruppo Facebook per 19 miliardi di dollari. Whatsapp diviene l’applicazione più utilizzata per la messaggistica istantanea, che rende possibile lo scambio di immagini, foto, video , localizzazione geografica e fare chiamate e videochiamate, con chiunque possegga uno smartphone con accesso ad internet e dotato dell’applicazione, in tempo reale. Fino al 17 gennaio 2016 era previsto per l’applicazione la sottoscrizione di un canone annuo, triennale o quinquennale.
Tale canone era previsto per gli utenti aventi dispositivi diversi dal sistema operativo IOS, difatti per gli utenti Apple il canone prevedeva il pagamento di 1€ una tantum. Le diverse critiche riguardanti l’argomento hanno spinto la classe dirigente a rivedere la questione fino a deliberare la gratuità di WhatsApp per un periodo illimitato ( avvenuta il 18 gennaio 2016) . L’immediatezza e la freschezza di tale applicazione nello scambio di messaggistica istantanea, fa in modo che ogni cosa, evento , scatto o bufala diventi virale raggiungendo in poche ore un numero di utenze davvero impressionante. La testimonianza più evidente della viralità di alcuni messaggi sono le famosissime CATENE DI SANT’ANTONIO
Chi non ha mai sentito parlare delle catene di Sant’ Antonio ?
Tali catene non sono altro che bufale ( no malware, virus o spyware ) , che vengono messe in circolazione per creare dubbi, perplessità, aspettative e talvolta purtroppo anche panico. Spesso tali messaggi contengono un’informazione, una notizia o una storia che inviata ad un destinatario un po’ troppo credulone, ha l’intento di produrre molteplici copie da inviare ad altri destinatari.
Le catene di Sant’Antonio, orai un cult per chi vive a stretto contatto con social network ed in particolare con Whatsapp possono essere divise principalmente in 4 tipologie :
Approfondiamo il terzo punto, che oramai risulta essere una bufala ricorrente ad ogni compleanno di Whatsapp .
Ricarica di 20 euro gratuita per il compleanno di Whatsapp : La bufala in cui tutti vogliono credere
La bufala
in questione, per chi è da discreto tempo nel mondo di Whatsapp, è divenuta un tema ricorrente ad ogni compleanno dell’App. Ogni anno milioni di utenti ricevono messaggi sull’argomento sostanzialmente di due tipologieNel paragrafo precedente sono stati sottolineate le caratteristiche preminenti di una catena di Sant’Antonio. In virtù di quanto detto analizziamo questo messaggio. Innanzitutto tali messaggi non hanno come mittente una figura di ruolo della società o la società stessa con tanto di autenticazione pertanto sono da considerarsi non attendibili, inoltre possiedono le caratteristica principale di una catena di sant’antonio, ossia l’aspettativa di denaro facile e la viralità/diffussione del messaggio, richiedendo che tali messaggi siano inoltrati a 15 persone . La vittima, credulona e ingenua, invierà tali messaggi al numero di contatti richiesto, a questo punto è sufficiente che anche solo 5 dei 15 contatti (1/3 dei contatti ) inoltri la notizia per garantire una soddisfacente viralità.
Ad onor del vero, per scacciar via ogni dubbio dalla mente dei creduloni, Whatsapp afferma che : “nulla è stato accordato o stabilito con le diverse compagnie telefoniche per l’erogazione di una somma di denaro in ricarica come corrispettivo all’inoltro del messaggio”.
In realtà ciò poteva e doveva essere comprensibile a prescindere dalle dichiarazioni della società. Di fatti non sarebbe sensato ed economicamente vantaggioso per Whatsapp corrispondere 20 euro in ricarica ( né tantomeno le compagnie telefoniche trarrebbero vantaggio da questa iniziativa) per l’invio di un messaggio a 15 contatti della lista, peraltro messaggio che non è a scopo promozionale di un prodotto o servizio.
Lo svantaggio economico è presto spiegato con un piccolo esempio numerico. Si consideri solo il numero di utenti italiani, che si attesta intorno ai 22mln (ventidue milioni di utenti ). Se anche il 70 (%) percento di essi, ossia 15.400.000 (quindici milioni e quattrocentomila) utenti rispondesse a tale messaggio, ottenendo di fatti come ricompensa la ricarica da 20,00 €, vi sarebbe un esborso in denaro di circa 308.000.000 (trecentotto milioni ) di euro. Il fine, ossia l’inoltro del messaggio, non giustificherebbe un’uscita in denaro di tale entità.
Dunque si esortano gli utenti a riflettere sulla probabile veridicità e attendibilità delle notizie. E’ opportuno porsi delle domande al fine di giustificare o confutare la veridicità e/o l’attendibilità della notizia. Il mittente del messaggio è attendibile? E’ la società ad aver inviato il messaggio ? L’azione richiesta dal messaggio e il tema trattato , giustificherebbero una ricompensa in denaro ? Sarebbe vantaggioso per la società ?
Ovviamente tali domande non basterebbero a confermare o smentire la veridicità del messaggio, ma sarebbero sufficienti quantomeno a riflettere sul fidarsi o meno, magari evitando di fare la figura del credulone. In conclusione , gentili utenti , ACCENDIAMO IL CERVELLO E SPEZZIAMO LE CATENE.