Al momento, però, questa funzionalità è stata testata su un ristretto numero di utenti negli USA e su alcune pagine pubbliche. Infatti, questo riguarderà solo il 5% degli utenti.
Si tratterebbe del primo esperimento del genere per quanto riguarda il social network statunitense, infatti nel 2009 è stato introdotto il tanto amato tasto “mi piace”, e solo molti anni dopo, nel 2016, è stata introdotta una importante novità, ovvero le reactions, una serie di emoji che va al di là del semplice pollice in su.
Questa funzione nasce principalmente dal bisogno di feeback sui commenti e ai post nelle pagine, come affermato dallo stesso colosso ma anche per ridurre gli “hate speech”, i discorsi d’odio. Infatti, dovrebbe essere collocato vicino al tasto “mi piace” e “rispondi”. Una volta selezionata l’opzione “downvote”, però, l’utente dovrà indicare se il commento è stato “offensivo” “fuorviante” oppure “fuori tema”. Il rapido sondaggio aiuterà Facebook a capire cosa sta succedendo e successivamente, solo se necessario, intervenire. Inoltre, questo lascerà una serie di informazioni circa il commento in questione e ridurrà così la possibilità di “inciampare” nelle cosiddette fake news, che ormai spopolano su Facebook.
Non ci resta altro che attendere questo “downvote” anche in Italia per migliorare questo, ormai possiamo chiamarlo, servizi che è Facebook.