Tutti sapevano che le conseguenze della crisi di questa pandemia sarebbero presto arrivate a bussare. Questa volta dietro alla porta c’è l’Unione Europea insieme a quattro nuove tasse con l’obbiettivo di finanziare il Recovery Plan. Ecco quali sono e cosa comporteranno.
Sono ben quattro le tasse che il Consiglio Europeo ha disposto per finanziare il Recovery Plan. Nello specifico si traducono rispettivamente in una tassa sui rifiuti, una tassa sulle società, un’imposta sulle emissioni di CO2 e, dulcis in fundo, una semplificazione dell’Iva.
Si sta parlando di un gettito complessivo di circa 22 miliardi che arriverà dall’imposizione di queste quattro nuove tasse. “Ora ci assicureremo che il debito sia ripagato da giganti della tecnologia, evasori fiscali, grandi inquinatori stranieri e altri che beneficiano del nostro mercato unico ma non contribuiscono in modo equo alla nostra prosperità e alla protezione del nostro pianeta”. Così ha dichiarato l’eurodeputata francese Valerie Hayer chiarendo gli obbiettivi di questa decisione.
Sono quindi quattro le tasse che l’Unione Europea ha deciso di introdurre con il Consiglio Europeo del 14 gennaio.
Sicuramente si ripercuoteranno anche sulle tasche dei cittadini italiani. Comunque la scelta di alcune di queste tasse dimostra una lotta ai cambiamenti climatici. L’Europa sta ormai cavalcando l’onda delle basse emissioni e molte scelte in campo economico lo stanno dimostrando. Basti pensare agli incentivi previsti per l’elettrico.