sabato, Aprile 5, 2025

Non dire questa parola al cellulare, rischi di essere truffato

di Andreatof
Non dire mai questa parola quando parli al telefono perché rischi di venire truffato

Un esperto di recente ci ha avvertito di stare attenti con una parola che spesso abbiamo l’abitudine di pronunciare quando parliamo al telefono.

L’esperto Adam Gordon, che tiene corsi di informatica per grandi aziende e organizzazioni governative, e insegna anche nella società di formazione ITProTV, ci spiega che siamo entrati nell’era delle tecniche di manipolazione delle tracce audio e di come i truffatori si servono dell’intelligenza artificiale per creare truffe, sempre più sofisticate.
Ma in tutto questo i chatbot hanno qualche colpa? Gordon risponde a questa domanda dicendo che « ad oggi sono così avanzati che possono mascherarsi facilmente da esseri umani e imitare i manierismi umani». Sembra come se Arsenio Lupin avesse scoperto i vantaggi di Chat GPT.

La parola da non dire al telefono ci espone alle truffe

C’è una parola che non andrebbe mai pronunciata al cellulare, in molti hanno l’abitudine di dirla e questo giova a favore dei truffatori. La parola da non dire mai al cellulare che può farci cadere nelle trappole dei truffatori è “si“. Ma una semplice sillaba, che spesso pronunciamo al telefono, può essere davvero così pericolosa?

In un mondo digitalizzato come quello odierno, un “si” è come una chiave che apre tutte le serrature. Questa semplice parola permette di accedere a profili privati, sbloccare accessi, autorizzare operazioni, modificare dati e molto altro.

I criminali di oggi puntano più sulla manipolazione di semplici espressioni vocali piuttosto che sulla diretta estorsione dei dati delle vittime. Questo perché, da un semplicissimo “si” inserito in un certo contesto, ci si può ricavare la la base di un falso consenso al marketing. Iniziare una conversazione telefonica con un rapido “si” è una brutta abitudine e l’esperto ci consiglia di perderla il prima possibile.

Negli Stati Uniti qualche anno fa si verificarono, “i ladri di parole” registravano la parola “si” pronunciata dalle persone, scelte casualmente, per fare addebitare a quest’ultime il costo di beni e servizi che non avevano mai acquistato.

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