Il problema non risiede solo nei numeri. Come ha sottolineato Conrad, la struttura interna dell’azienda si era appesantita. Con troppi livelli gerarchici che ostacolavano la collaborazione e rallentavano il processo decisionale. Per tale motivo, Sonos sta passando a un’organizzazione più snella e orientata alla funzionalità. Ciò abbandonando le unità aziendali dedicate a singoli prodotti per abbracciare team interdisciplinari focalizzati su hardware, software, progettazione. Suddetta nuova configurazione punta a rendere l’azienda più flessibile e pronta ad affrontare le sfide future.
Non è la prima volta che Sonos interviene drasticamente sulla forza lavoro. Già nell’agosto 2024, sotto la guida dell’allora CEO Patrick Spence, erano stati licenziati 100 dipendenti. Al fine di garantire investimenti continui nello sviluppo dei prodotti. Promuovendo un successo a lungo termine dell’azienda. Nonostante tali sforzi, Sonos ha continuato a lottare diversi problemi. Quest’ultimi sono legati ad un’applicazione fallimentare e a una crescente pressione competitiva.
Il contesto attuale non lascia spazio ad errori. Ciò soprattutto con il lancio imminente di un set-top box. Quest’ultimo sarà dotato di un’interfaccia proprietaria che si baserà su Android. Si tratta di un prodotto cruciale, che potrebbe rappresentare una svolta per l’azienda. O, al contrario, potrebbe aggravare ulteriormente le difficoltà in caso di flop. Solo il tempo dirà se tali mosse saranno sufficienti a riportare l’azienda californiana sulla strada del successo. Per ora, il messaggio è chiaro, Sonos continua a lavorare per evitare ulteriori passi falsi.