Nel lontano 2020 l’antitrust aveva sanzionato TIM con una multa da 116 milioni di euro dal momento che le contestava l’abuso di una posizione dominante sul mercato che prendeva forma in pratiche anticoncorrenziali che andavano a minare la possibilità di altre realtà di accedere al mercato inerente la posa della fibra Internet, rendendo di fatto l’accesso a quest’ultimo difficile se non impossibile.
Multa ridotta
A seguito però, di un ricorso effettuato dal noto operatore telefonico italiano, la multa è stata ridotta da 116 milioni a 87 milioni di euro, la procura ha ritenuto infatti che sebbene la pratica si sia rivelata in essere presente quest’ultima non abbia inficiato in modo così radicale l’entrata all’interno di questo mercato da parte di nuove realtà, dunque è stato ritenuto di ridurre la somma che la nota azienda deve versare allo Stato per la sua violazione.
Leggendo il bollettino infatti emerge come il Consiglio di Stato abbia accolto nei mesi scorsi il ricorso di Telecom Italia “in primo grado solo limitatamente alla commisurazione della sanzione irrogata“, fissando i parametri per la rideterminazione della multa.
Sicuramente si tratta di una buona notizia per l’operatore tinto di blu che allo stesso tempo però non lenisce di molto la gravità dell’esborso da corrispondere dal momento che sicuramente 87 milioni di euro non sono una cifra da prendere con leggerezza, allo stesso tempo però da ciò emerge come l’ente governativo sia molto attento a garantire la permanenza in essere di un mercato quanto più competitivo e concorrenziale, elemento che in ultimo va a favore del consumatore, poiché quest’ultimo gode infine della possibilità di avere una vasta scelta all’interno della quale optare per la possibilità più conveniente.
Non rimane che attendere per vedere se il provider opterà per un ulteriore ricorso oppure se deciderà di pagare la multa che l’antitrust ha comminato, sicuramente c’è da aspettarsi che Tim non si alleggerisca di 87 milioni di euro con così tanta facilità.