venerdì, Aprile 4, 2025

Nanoplastiche nelle piante: il pericolo invisibile del caldo

di Margherita Zichella
Il riscaldamento globale accelera l’assorbimento di nanoplastiche nelle piante, con effetti devastanti sulla natura e sulla salute umana.

Il riscaldamento globale è ormai una delle principali preoccupazioni per l’ambiente, ma un altro problema che si sta facendo strada è l’inquinamento da plastica, e non stiamo parlando solo di bottiglie o sacchetti. C’è un aspetto meno discusso, ma altrettanto grave, che sta attirando l’attenzione degli scienziati: l’effetto delle nanoplastiche sulle piante. Sì, quelle minuscole particelle di plastica che, seppur invisibili a occhio nudo, stanno entrando nei nostri ecosistemi in modi che potremmo nemmeno immaginare.

 

Dallo stress termico alle piante alla plastica nel piatto

Recentemente, un team di ricercatori dell’Università di Pisa ha condotto uno studio per capire come il riscaldamento globale possa influenzare l’assorbimento di nanoplastiche nelle piante. I risultati sono sorprendenti. A temperature più alte, come quelle che stiamo cominciando a vedere sempre più frequentemente, le piante sembrano assorbire più plastica, in particolare polistirene, il tipo di plastica che troviamo in imballaggi, bicchieri e contenitori monouso. In pratica, il riscaldamento accelera l’ingresso di queste particelle nei tessuti vegetali, come se le piante, già sotto stress, diventassero spugne per la plastica nell’ambiente.

Il test è stato condotto su una pianta acquatica, l’Azolla filiculoides, che ha il “superpotere” di assorbire facilmente sostanze disciolte nell’acqua. Quando la temperatura è salita a 35°C, la pianta ha iniziato a “mangiare” più plastica, con effetti devastanti sulla sua salute. La fotosintesi ne risentiva e il suo sviluppo diventava sempre più compromesso. A questo punto, la plastica non solo fa male alla pianta, ma la contaminazione può passare a chi mangia quella pianta, e così via lungo tutta la catena alimentare.

La cosa che preoccupa davvero gli esperti è che questo fenomeno non riguarda solo una specie di pianta, ma potrebbe coinvolgere colture che crescono ovunque, dalle piante da frutto alle verdure, aumentando il rischio di contaminazione per gli esseri umani. Se non interveniamo per ridurre l’inquinamento da plastica e fermare il riscaldamento globale, rischiamo di trovarci in un mondo in cui la plastica è ovunque, anche nel nostro cibo. Gli scienziati ci avvertono che questa doppia minaccia potrebbe essere ancora più pericolosa di quanto immaginiamo.

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