L’aria che respiriamo non è sempre pulita come vorremmo, e questo non è certo un segreto. Il particolato fine e altri agenti inquinanti possono creare problemi seri alla salute, colpendo soprattutto i polmoni e il cuore, e peggiorando la qualità della vita di milioni di persone. Ma non è solo una questione di benessere personale: l’inquinamento influisce anche sull’ambiente, contribuendo al riscaldamento globale e alterando il clima. Insomma, un bel problema su più fronti.
La tecnologia che potrebbe fare la differenza
L’Organizzazione Mondiale della Sanità non smette di lanciare allarmi, ricordandoci che ogni anno l’inquinamento dell’aria causa milioni di morti. Gran parte della popolazione mondiale vive in zone dove la qualità dell’aria è tutt’altro che ottimale e i rischi per la salute sono evidenti. Il problema principale? Le emissioni prodotte da auto, riscaldamento domestico e industrie. Per questo, l’OMS spinge affinché si adottino politiche più restrittive per ridurre l’impatto di queste fonti inquinanti.
In tutto questo, una buona notizia c’è: ENEA, in collaborazione con la startup E-roundme, sta lavorando a una tecnologia innovativa per migliorare il monitoraggio dell’aria. Il progetto si chiama ISMuSe e punta a creare un dispositivo che combina diversi sensori di ultima generazione con tecnologie come l’Internet of Things e la realtà aumentata. Il risultato è un sistema più preciso, economico e sostenibile per tenere sotto controllo la qualità dell’aria che respiriamo.
L’idea alla base di questo progetto è semplice: migliorare gli strumenti di misurazione significa poter intervenire in modo più efficace per ridurre l’inquinamento. I sensori chimici utilizzati nel dispositivo sono basati su semiconduttori ceramici avanzati, capaci di rilevare in tempo reale le sostanze inquinanti presenti nell’aria. E la cosa interessante è che questa tecnologia potrebbe essere sfruttata anche per sviluppare strumenti ancora più sofisticati, come i cosiddetti “nasi elettronici”, in grado di analizzare l’aria con una precisione sorprendente.
Oltre all’impatto ambientale, c’è anche un lato economico: un progetto come questo potrebbe creare nuove opportunità per aziende e istituzioni, che avrebbero finalmente accesso a dati più affidabili per il monitoraggio della qualità dell’aria. In altre parole, ISMuSe potrebbe diventare un punto di svolta per chi si occupa di ambiente, tecnologia e innovazione.