Alla base del progetto c’è un’architettura computazionale innovativa basata su un modello “multi-nodo, multi-GPU”. Tale configurazione consente di distribuire il carico di lavoro in modo più efficiente. Riducendo la latenza e massimizzando la capacità di elaborazione. L’approccio è stato particolarmente efficace nel superare le limitazioni imposte dalle restrizioni commerciali sui chip avanzati. Quest’ultime, infatti, hanno limitato l’accesso della Cina a tecnologie occidentali.
Uno degli aspetti più impressionanti di tale tecnologia è l’ottimizzazione software. Quest’ultima ha permesso di sfruttare al massimo le capacità delle GPU cinesi
. Il sistema ha mostrato una straordinaria efficienza nelle simulazioni scientifiche. Ciò, in particolare, nei modelli di previsione climatica. E nella gestione delle risorse idriche.Il centro dell’architettura è costituito dai processori Hygon,. Quest’ultimi sono dotati di 32 core. E una frequenza di 2,5 GHz. Sono affiancati da 128 GB di memoria. Insieme ad una larghezza di banda di rete di 200 Gb/s. Ciò ha permesso una comunicazione ultra-rapida tra i nodi. Riducendo il sovraccarico di dati e aumentando l’efficienza complessiva del sistema.
Il codice sviluppato è stato reso disponibile su piattaforme open source. Dettaglio che incentiva la collaborazione globale e l’applicazione di tale tecnologia in altri settori. Come la modellazione atmosferica, l’analisi sismica e lo sviluppo di intelligenza artificiale avanzata. Con tali progressi, la Cina dimostra di essere pronta a ridefinire il futuro del supercalcolo su scala globale.