venerdì, Aprile 4, 2025

La Cina investe nella ricerca nelle profondità oceaniche

di Margherita Zichella
La Cina sta costruendo una stazione subacquea a 2.000 metri nel Mar Cinese Meridionale per studiare ecosistemi e risorse energetiche.

La Cina ha deciso di spingersi oltre nell’esplorazione degli abissi con un progetto che sembra uscito da un romanzo di fantascienza: una stazione di ricerca sottomarina a 2.000 metri di profondità nel Mar Cinese Meridionale. Questo gigantesco laboratorio subacqueo, paragonato da alcuni a una “stazione spaziale degli abissi”, promette di diventare operativo entro il 2030 e ospiterà fino a sei scienziati alla volta per missioni della durata di un mese.

 

La Cina sfida gli abissi con un progetto sottomarino

Oltre alla sua portata scientifica, il progetto ha anche un forte valore strategico. Il Mar Cinese Meridionale è una zona ricca di risorse naturali e al centro di dispute territoriali, quindi la costruzione di una struttura del genere potrebbe rafforzare le rivendicazioni cinesi nell’area. Ma al di là della geopolitica, lo scopo principale della stazione sarà lo studio degli ecosistemi marini profondi, in particolare delle “infiltrazioni fredde”. Questi ambienti unici sono ricchi di vita e contengono enormi depositi di idrati di metano, una potenziale fonte energetica per il futuro.

Per affrontare le difficili condizioni degli abissi, la stazione sarà dotata di un sistema di supporto vitale avanzato e di una rete di monitoraggio in grado di rilevare i livelli di metano, i cambiamenti ecologici e l’attività tettonica. Non lavorerà da sola: collaborerà con sommergibili senza equipaggio, navi e osservatori marini, creando un sistema di monitoraggio integrato. Inoltre, si collegherà alla rete in fibra ottica sottomarina già presente nell’area e potrebbe sfruttare la nave da perforazione Mengxiang, un’avveniristica imbarcazione progettata per scavare fino al mantello terrestre.

Il motivo di tanto interesse? Le riserve di idrati di metano del Mar Cinese Meridionale sono stimate intorno ai 70 miliardi di tonnellate, quasi la metà delle attuali riserve di petrolio e gas della Cina. Si tratta di solidi simili al ghiaccio che intrappolano il metano e che potrebbero diventare una risorsa chiave per il futuro energetico del paese.

 

Le risorse del Mar Cinese Meridionale

Nonostante i progressi della robotica e dell’intelligenza artificiale, gli scienziati cinesi ritengono che la presenza umana resti essenziale per missioni di questo tipo. I veicoli autonomi possono raccogliere dati, ma non sono sempre in grado di cogliere eventi improvvisi come un’eruzione di metano o di effettuare regolazioni delicate in tempo reale.

La Cina non è l’unica a puntare su stazioni di ricerca subacquee. Anche negli Stati Uniti si parla di progetti simili, come quello del Proteus Ocean Group, che vorrebbe realizzare una propria base sottomarina. Tuttavia, al momento, non ci sono dettagli concreti sui tempi di realizzazione.

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