giovedì, Marzo 27, 2025

Rewrite su Notepad: l’AI arriva, ma solo per chi paga

di Margherita Zichella

Microsoft introduce la funzione "Rewrite" con AI su Notepad, ma disponibile solo per gli abbonati Microsoft 365 Personal e Family.

Microsoft ha deciso di portare un po’ di intelligenza artificiale anche su Notepad, lo storico editor di testo presente su Windows da oltre quarant’anni. La nuova funzione “Rewrite” permette di riformulare testi in modo più efficace grazie all’AI, ma c’è un dettaglio che non è passato inosservato: è disponibile solo per chi ha un abbonamento a Microsoft 365 Personal o Family. Per tutti gli altri, Notepad rimane gratuito nelle sue funzioni di base, senza bisogno di account o sottoscrizioni.

 

Notepad si rinnova con l’AI

L’introduzione di questa novità ha generato qualche discussione tra gli utenti, molti dei quali sono abituati a vedere Notepad come un’app semplice, essenziale e soprattutto gratuita. Microsoft, però, ha chiarito che la richiesta di login e abbonamento riguarda solo le funzionalità AI aggiuntive e che l’esperienza classica dell’editor di testo non cambierà per chi vuole continuare a usarlo come ha sempre fatto. Inoltre, chi non è interessato all’AI può disattivare la funzione “Rewrite” e nasconderne l’icona dall’interfaccia, evitando qualsiasi riferimento alla novità.

Questa mossa rientra nella strategia più ampia di Microsoft, che sta spingendo sempre più verso un modello “freemium” per le sue applicazioni di sistema. In passato, già altre parti di Windows come il menu Start, Esplora file e l’app Meteo hanno visto l’integrazione di elementi promozionali o funzionalità premium. Ora, con l’introduzione dell’AI in Notepad, si apre il dibattito su quanto questa tendenza possa estendersi ad altri software di base.

Per utilizzare la funzione Rewrite, gli utenti con un abbonamento Microsoft 365 possono sfruttare gli “AI credits”, un sistema che permette di accedere agli strumenti avanzati di intelligenza artificiale. L’azienda ha pubblicato un documento di supporto che spiega nel dettaglio il funzionamento di questi crediti e come vengono assegnati.

Il cambiamento solleva interrogativi sul futuro delle applicazioni di sistema di Windows. Da un lato, c’è chi accoglie con entusiasmo la possibilità di avere strumenti più avanzati, dall’altro c’è chi teme che, nel tempo, sempre più funzioni essenziali possano finire dietro un paywall. Resta da vedere come Microsoft gestirà questa evoluzione e se in futuro seguiranno altre modifiche simili per altri software tradizionalmente gratuiti.

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