Gli attacchi hacker del gruppo filorusso NoName057(16) hanno raggiunto un nuovo picco. Dopo giorni di operazioni contro siti istituzionali e amministrazioni locali, i pirati informatici hanno colpito obiettivi sempre più sensibili del nostro Paese. I portali del Quirinale, del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) e il sito di Fratelli d’Italia sono stati compromessi, rimanendo inaccessibili o rallentati da un enorme traffico artificiale. Un attacco hacker ben studiato che, come nei giorni precedenti, utilizza la tecnica del DDoS (Distributed Denial of Service), per sopraffare i server con richieste inutili. Ma perché l’Italia è diventata il bersaglio privilegiato?
Le ragioni dietro l’assalto hacker
I NoName057(16) non sono solo un gruppo di hacker qualunque. Essi, infatti, sono parte di una battaglia più ampia, in cui la politica internazionale gioca un ruolo fondamentale. Le dichiarazioni del presidente Sergio Mattarella sulla Russia sembrano essere ciò che ha scatenato la reazione. Il presidente aveva parlato dei legami tra Mosca e il Terzo Reich, suscitando l’indignazione della portavoce del Ministero degli Esteri russo. Da quel momento, l’Italia è diventata uno dei principali obiettivi degli attacchi.
La strategia dei pirati informatici è divenuta ormai chiara. I colpi hacker vogliono creare danni economici e reputazionali senza compromettere la sicurezza dei sistemi. Un’azione mirata per destabilizzare, ma senza lasciare tracce di furto di dati sensibili. Questi attacchi non sono un caso isolato. Gli attacchi DDoS hanno colpito anche Francia, Spagna e Germania, ma l’Italia è la nazione che ha subito il numero maggiore di incursioni nel 2024. La domanda sorge spontanea: che ruolo gioca l’Italia in questo conflitto cibernetico globale? L’Italia, per la sua posizione geopolitica e le sue alleanze, è una pedina cruciale in questo scontro virtuale. La risposta del governo italiano sarà decisiva per frenare l’escalation del gruppo. Ma, nel frattempo, chi protegge la nostra sicurezza cibernetica? Come possono essere fermati, almeno nell’attesa di qualcosa di più duraturo, gli attacchi hacker?