L’Europa è in una corsa contro il tempo per raggiungere la neutralità climatica. C’è però un piccolo “ma” che sta creando non pochi problemi: la sua rete elettrica è in grave ritardo. Secondo le ricerche, la transizione verso un futuro sostenibile richiede investimenti annui di 90 miliardi di euro, con un totale di circa 2.300 miliardi entro il 2050. Le infrastrutture obsolete e la frammentazione del mercato in Europa stanno però ostacolando ogni passo. Oltre 800 GW di energia rinnovabile, tra eolico e solare, sono bloccati a causa della mancanza di connessione. Un divario che sembra crescere ogni anno. Come si può pensare a un futuro verde, quando la rete non è in grado di supportarlo?
I ritardi nell’ammodernamento hanno messo a rischio l’intero piano energetico di tutta l’Europa. Solo con investimenti mirati, si potrà risolvere questa crisi, ma tutto è un grandissimo forse. Le risorse destinate alla rete di distribuzione dovranno essere più della metà degli investimenti, con l’Italia, la Francia e la Germania che avranno bisogno di investimenti giganteschi, enormi. Le cifre in gioco sono impressionanti. 220 miliardi sono infatti da destinare alla rete di distribuzione entro il 2030. Ma è davvero sufficiente? Non ci si può accontentare di investire solo nella trasmissione dell’energia.
La sostenibilità della transizione e i rischi economici per l’Europa
I numeri, sebbene imponenti, sembrano giustificati. Una modernizzazione efficace della rete potrebbe ridurre i costi dell’elettricità del 30% entro il 2040. Ma cosa accadrebbe in caso contrario? Il rischio di aumenti dei costi energetici è palpabile. La congestione crescente della rete potrebbe far lievitare i costi di quasi il 500% entro il 2040, mettendo in difficoltà famiglie e imprese. Il futuro dell’Europa è veramente così incerto? Un mancato aggiornamento potrebbe anche compromettere la competitività economica, con perdite significative di PIL, come quella stimata per la Germania, che potrebbe vedere un tracollo di 1.600 miliardi.
In che modo l’Europa affronterà questa sfida? La risposta è nella modernizzazione della rete, nell’espansione delle capacità di interconnessione e nel potenziamento delle tecnologie intelligenti, come i contatori e la ricarica bidirezionale dei veicoli elettrici. Solo così si potrà sperare di evitare l’inevitabile impatto economico negativo. La transizione energetica è una necessità, ma senza l’infrastruttura adeguata, ogni passo avanti rischia di essere vanificato.