La fabbrica di Hyderabad è stata al centro di importanti investimenti. Nell’agosto del 2023, Foxconn ha stanziato 400 milioni di dollari per l’allestimento dello stabilimento. Già nel luglio precedente erano emerse indiscrezioni su una possibile produzione di custodie di ricarica per AirPods in India. A dicembre, poi, sarebbero stati avviati i primi test di produzione. Tale sviluppo, come già detto, conferma la volontà di Apple di ridurre la dipendenza dalla Cina ed estendere le proprie capacità produttive anche in altri mercati.
Dietro questa espansione non vi è solo la volontà di ridurre il rischio di interruzioni nella catena di approvvigionamento. Le tensioni tra Stati Uniti e Cina,
acuite dai dazi imposti dal presidente Donald Trump, hanno spinto Apple a cercare alternative. Il Vietnam è già diventato uno spazio per la produzione di alcuni dispositivi. Mentre l’India sta seguendo la stessa strada grazie a incentivi governativi favorevoli.Il continente indiano infatti, dal canto suo, ha introdotto agevolazioni fiscali per attirare i grandi produttori di elettronica. A febbraio ha tagliato le tasse di importazione su componenti chiave, come i circuiti stampati. Contribuendo così a rendere il Paese ancora più competitivo rispetto alla Cina. Ciò riduce i costi di produzione per Apple. Ma potrebbe anche permettere all’azienda di esportare AirPods a prezzi più competitivi.
Nel lungo termine quindi, Cupertino punta a produrre il 25% degli iPhone in India entro il 2028. Se la produzione degli AirPods a Hyderabad avrà successo, è probabile che l’azienda espanda ulteriormente la propria presenza nel Paese. L’obiettivo è dunque chiaro. Ovvero ridurre la dipendenza dalla Cina e costruire una catena di approvvigionamento più resiliente.