giovedì, Marzo 27, 2025

Cina avanti sugli Stati Uniti: droni stealth per il futuro del combattimento aereo

La tecnologia cinese supera quella americana con droni più furtivi, efficienti e innovativi, secondo una ricerca recente. Un sorpasso epocale?

di Rossella Vitale

Cina avanti sugli Stati Uniti: droni stealth per il futuro del combattimento aereo

La Cina potrebbe aver segnato un traguardo del tutto nuovo nello sviluppo di droni stealth di nuova generazione, sorpassando gli Stati Uniti. Questa è la tesi emersa in un recente studio condotto dal Professor Luo Zhenbing, dell’Università Nazionale Cinese di Tecnologia della Difesa (NUDT). Pubblicata su “Acta Aeronautica et Astronautica Sinica”, la ricerca evidenzia i progressi aerodinamici che potrebbero riscrivere le regole del combattimento aereo tramite l’uso di tali droni.

L’innovazione più sorprendente è l’eliminazione delle tradizionali superfici di controllo dei droni come alettoni e timoni. Questi elementi, spesso causa di maggiore visibilità radar, sono stati sostituiti da sistemi fluidici. I nuovi droni cinesi manovrano utilizzando impulsi d’aria, una tecnologia che riduce sia la firma radar che il consumo energetico. Secondo il South China Morning Post, il Pentagono aveva intuito l’importanza di tale tecnologia, ma il programma X-65 della DARPA è ancora in una fase concettuale. Mentre gli Stati Uniti si limitano a progetti su carta, la Cina ha già testato i suoi droni stealth nel 2021.

Il sistema DSJ: una tecnologia rivoluzionaria per i droni?

La tecnologia cinese risiede nel sistema DSJ (Dual Synthetic Jet). Basato su impulsi d’aria generati da piastre ceramiche vibranti, il sistema rappresenta un’innovazione senza precedenti. A differenza dei modelli americani, soggetti a guasti frequenti, il DSJ impiega due camere d’aria che pulsano alternativamente, riducendo lo stress meccanico. Questo design non solo garantisce ai droni una maggiore affidabilità, ma consuma anche metà dell’energia rispetto ai sistemi statunitensi.

Gli ingegneri del NUDT sostengono che questa tecnologia potrebbe aprire scenari impensabili. Il paper ipotizza persino droni in grado di operare sott’acqua, pronti a emergere improvvisamente per volare. È davvero fantascienza o il prossimo passo nella guerra tecnologica? Mentre la Cina continua a spingere i confini della ricerca con droni già testati, il programma X-65 della DARPA fatica a decollare. Il primo volo del prototipo americano è previsto entro quest’anno, ma senza certezze sui tempi. Gli Stati Uniti sapranno colmare il divario? Se confermate, queste innovazioni potrebbero ridefinire l’equilibrio delle forze globali. Un potenziale vantaggio strategico che potrebbe lasciare gli Stati Uniti in una posizione di rincorsa.

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