Dopo anni di battaglie legali, HP ha finalmente raggiunto un accordo con alcuni clienti americani che avevano intentato una class action contro l’azienda. Il motivo? Un aggiornamento del firmware rilasciato nel 2020 che, all’improvviso, aveva bloccato il funzionamento delle cartucce e dei toner non originali sulle stampanti HP. Di punto in bianco, chi aveva scelto consumabili compatibili si è ritrovato con la stampante inutilizzabile.
HP trova un accordo dopo la class action
Tutto è iniziato quando alcune aziende, tra cui Mobile Emergency Housing Corp e Performance Automotive & Tire Center, hanno denunciato HP per quella che consideravano una mossa scorretta. Secondo loro, l’azienda obbligava i clienti a comprare solo cartucce e toner originali attraverso aggiornamenti imposti da remoto, senza alcuna autorizzazione da parte degli utenti. Il sistema, chiamato “Dynamic Security“, bloccava le stampanti se non rilevava il chip ufficiale HP all’interno della cartuccia. La giustificazione fornita dall’azienda era legata alla sicurezza, ma molti esperti hanno sollevato dubbi su questa spiegazione, ipotizzando che si trattasse di una strategia per proteggere gli interessi economici di HP più che quelli dei consumatori.
Dopo anni di udienze, lo scorso agosto le due parti hanno finalmente trovato un accordo, ufficialmente approvato pochi giorni fa dal giudice Susan Van Keulen. HP non ha ammesso alcuna colpa e non risarcirà direttamente i clienti danneggiati, ma coprirà le spese legali della controparte, pari a 725mila dollari, e verserà 5mila dollari a ciascuna delle due aziende che per prime hanno avviato l’azione legale. Insomma, i soldi veri li hanno visti solo i principali promotori della class action.
Un compromesso sulle cartucce non originali
Tuttavia, un piccolo risultato è stato ottenuto: d’ora in poi, i possessori di alcuni modelli di stampante HP potranno scegliere se installare gli aggiornamenti legati a Dynamic Security oppure no. Non si tratta di una soluzione definitiva, perché la possibilità di disattivare il blocco riguarda solo alcuni dispositivi e non tutti quelli coinvolti nella vicenda, ma è comunque un passo avanti.
HP, nel frattempo, ha modificato le descrizioni dei suoi prodotti, specificando che le sue stampanti sono progettate per funzionare solo con cartucce dotate di un chip HP, anche se riutilizzato. In pratica, i consumatori possono continuare a usare cartucce compatibili, a patto che al loro interno venga inserito il chip originale HP, recuperato da cartucce esaurite. Non proprio una vittoria schiacciante per i clienti, ma almeno un compromesso che lascia un minimo di margine di scelta.