Le marine militari europee della NATO stanno per ricevere un upgrade tecnologico di tutto rispetto: un nuovo sistema di guerra elettronica progettato per proteggere le navi da missili e droni, non con la forza bruta, ma con l’inganno. L’idea è semplice e geniale allo stesso tempo: invece di intercettare direttamente le minacce, questo sistema le confonde, facendogli credere di aver colpito il bersaglio quando in realtà la nave è sana e salva.
La NATO adotta il sistema che inganna missili e droni
Dietro a questa innovazione ci sono due aziende israeliane, Rafael Advanced Defense Systems ed Elbit Systems, che si sono aggiudicate il contratto per fornire questa tecnologia alle nuove fregate della NATO. Il cuore del sistema è il DESEAVER MK-4, un sofisticato lanciatore di esche sviluppato da Elbit, combinato con una serie di contromisure avanzate create da Rafael. A differenza dei classici lanciatori fissi, questo è orientabile e stabilizzato, il che significa che può reagire in tempo reale alla minaccia, lanciando l’esca giusta al momento giusto.
E qui arriva la parte più interessante: le esche. Alcune sono passive, come BEAM TRAP e SMOKE TRAP, che servono a creare disturbi nei radar e nei sensori degli attaccanti. Altre, come la nuovissima C-GEM, sono attive e simulano il segnale della nave in un punto diverso, convincendo i missili a dirigersi da tutt’altra parte. È un po’ come lasciare una scia di briciole di pane per ingannare un predatore e farlo andare nella direzione sbagliata.
Questa tecnologia rappresenta un enorme passo avanti per la sicurezza delle navi, perché permette di affrontare attacchi complessi senza dover sempre fare affidamento su costosi missili intercettori. E il bello è che può essere integrata senza stravolgere il sistema di difesa delle fregate.
L’accordo prevede l’installazione del sistema su cinque navi nel giro di quattro anni. Un tempo relativamente breve, considerando che si tratta di una tecnologia così avanzata. Una volta attivo, questo sistema potrebbe cambiare il modo in cui le marine militari si difendono, rendendo le unità navali più sicure e, al tempo stesso, più difficili da colpire.