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Google Search a scuola: niente ricerca se si blocca l’AI

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Le scuole che sceglieranno di vietare l’intelligenza artificiale rischiano di perdere anche l’accesso a Google Search. È questa in pratica la condizione che Google ha messo sul tavolo degli istituti scolastici, una sorta di ultimatum che arriva dopo anni in cui l’azienda ha infilato funzioni di AI nel maggior numero possibile di prodotti, nel tentativo di giustificare le decine di miliardi di dollari investiti nella tecnologia. Tradotto in parole semplici, o si attivano gli strumenti di intelligenza artificiale oppure gli studenti non potranno usare il motore di ricerca.

In uno dei diversi post pubblicati martedì sul blog dedicato all’istruzione, il colosso di Mountain View ha spiegato di voler lasciare agli educatori il controllo sull’uso dell’AI a scuola. “Dopo aver ascoltato scuole, insegnanti, ricercatori di primo piano e decisori politici, stiamo aggiornando il nostro approccio ai controlli per Gemini, Gemini Notebook, Gemini in Classroom e Google Search”, ha scritto Chris Phillips, vicepresidente e direttore generale per l’istruzione. “L’accesso a questi prodotti sarà completamente disattivato per gli account degli studenti dalla primaria alle superiori finché gli amministratori scolastici non lo abiliteranno in modo esplicito”. L’azienda ha poi precisato che i singoli servizi potranno essere attivati uno alla volta, quindi non si tratta di una scelta tra tutto o niente.

Un passo indietro dopo le proteste dell’estate

I nuovi controlli arriveranno nei prossimi mesi e rappresentano di fatto una retromarcia rispetto a una modifica introdotta in estate. Ad agosto Google aveva abilitato in automatico alcune funzioni di AI nella piattaforma didattica Classroom, una decisione che aveva scatenato le proteste di molti docenti e spinto l’azienda a cambiare rotta.

C’è però un dettaglio che pesa parecchio. Secondo Phillips “la ricerca e l’AI sono profondamente integrate” e per questo, se un istituto blocca gli strumenti di intelligenza artificiale, gli studenti “non avranno accesso alla ricerca e vedranno un messaggio della loro scuola che indica che il servizio non è disponibile”.

La questione non è affatto secondaria perché i Chromebook e le app educative di Google sono diffusissimi nelle aule, in particolare negli Stati Uniti. I distretti scolastici che non vorranno adeguarsi alle nuove regole potrebbero quindi trovarsi a valutare motori di ricerca alternativi e magari anche altri dispositivi e piattaforme digitali per l’apprendimento.

Divieti sempre più diffusi e la carta di Guided Learning

Non sono pochi i territori che hanno già limitato l’accesso all’AI generativa nelle scuole. A settembre New York ha introdotto una moratoria di un anno sull’uso di questi strumenti nelle scuole pubbliche per gli studenti fino all’ottavo grado, e nello stesso mese il sistema scolastico pubblico di Los Angeles ha adottato un divieto simile. La settimana scorsa la governatrice dello Stato di New York Kathy Hochul ha firmato una legge che impedisce alle aziende del settore di offrire ai minori alcune funzioni dei chatbot.

Dove invece l’intelligenza artificiale è ammessa, Google propone uno strumento chiamato Guided Learning, disponibile da oggi in Classroom a livello globale. Già presente nell’app Gemini, invece di fornire subito la risposta a una domanda o a un compito assegnato dall’insegnante scompone i problemi in spiegazioni passo dopo passo e offre funzioni interattive come i quiz. L’azienda lo paragona a una lezione di tutoraggio individuale.

Le stesse funzioni arriveranno anche nella ricerca degli account studenteschi, ufficialmente per arginare il fenomeno dei compiti copiati. “Quando i nostri sistemi capiscono che uno studente cerca certi tipi di aiuto per i compiti, la ricerca lo guiderà nell’argomento o nel problema passo dopo passo”, ha spiegato Phillips. “Per esempio, se uno studente incolla un complesso problema di fisica o chiede aiuto per scrivere la recensione di un libro, vedrà suggerimenti che lo aiutano a ragionare in modo critico e a lavorare sui concetti senza arrivare direttamente alla soluzione”.

Questo approccio sarà sperimentato in alcune scuole selezionate negli Stati Uniti a partire da novembre, prima di un’espansione più ampia. Nella versione scolastica di Guided Learning gli insegnanti potranno inoltre consultare le trascrizioni delle conversazioni con il chatbot avvenute sugli account degli studenti.

Fonte: TecnoAndroid

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